Lucia Bellis
Lucia Bellis

Ah, il lupo… animale affascinante e inafferrabile spesso citato e raccontato, nei proverbi così come nei racconti per ragazzi, per evidenziarne l’aspetto pauroso (“tempo da lupi”) o, comunque, negativo (“il lupo perde il pelo…”).

Poi è arrivato il divertissement apparentemente scanzonato e vitale di “Attenti al lupo”, brano di Ron indissolubilmente legato all’interpretazione di Lucio Dalla: il lupo è sempre l’elemento esterno e destabilizzante, ma protagonista inconsapevole di una scherzosa filastrocca musicale e vinto attraverso i luoghi sicuri e privati dei sentimenti e della relazione.

Caro Lupo, della compagnia Drogheria Rebelot, restituisce idealmente lo spirito di questo capolavoro della nostra musica, mettendo in scena un’avventura teatrale ricca di creature e di creazioni che popolano la fantasia e diventano vive, presenti, pulsanti nel racconto del palcoscenico, sicuramente per merito dei bravissimi Miriam Costamagna, Andrea Lopez Nunes e Giacomo Occhi. Abbraccia, infatti, molteplici sfumature emotive della fantasia dei ragazzi: affetti, dispiacere, immaginazione, fascinazione del proibito, paura dell’oscurità, amicizia, desiderio di un compagno o compagnia di cammino, necessità di una guida e molto di più.

Caro lupo è una riuscitissima contaminazione di generi – ombre, proiezioni, voci narranti, musiche – ed effetti – splendida l’attenzione sulla parte illuminotecnica che crea notevoli suggestioni e amplifica la diffusione empatica dei quadri narrativi. Gli elementi si integrano per formare uno spettacolo che tiene incollato lo sguardo e alimenta il desiderio di essere presenti nel “qui e ora” teatrale per non perdersi l’avvincente avventura della piccola Jolie nel suo mondo (bellissimi scene, sagome e pupazzi) alla ricerca dell’orsacchiotto Boh, perso nottetempo nel bosco.

Oltre al magnifico fascino epidermico e sensibile che riesce a regalare allo spettatore per merito di un’atmosfera sospesa e magica, Caro Lupo richiama una platea di bambini, ma in realtà è un racconto che parla di temi adulti: la qualità del tempo, l’ascolto e l’attenzione, il valore del gioco, la necessità di essere capaci di mettersi in discussione e in una vera relazione con i propri figli, il saper affrontare distacco e paura. In questo senso è veramente straordinaria l’idea drammaturgica della rappresentazione dei genitori: inizialmente sono in scena solo attraverso le mani (gesticolanti, perentorie, rimproveranti; “da quando ci siamo trasferiti la mamma non ha più tempo…”) e, solo alla fine di un percorso di ricerca e comprensione, appaiono, in una coccola conclusiva, in tutta la loro figura umana.

“Avevo paura, ma sentivo la voglia di scoprire”: è questo che dice Jolie ed è ciò che guida i bambini di ogni tempo ed epoca verso l’età della propria definizione identitaria e sociale. Jolie con la spinta dell’amicizia di un pesce pall…oncino e quella “morale” di due strambi personaggi del bosco, Nodo e Corteccia, avrà la forza di attraversare quella paura e scoprire che, oltre, c’è una realtà a dimensione di bambino e che tutti siamo mossi solo dalla necessità di trovarci e di ritrovarci in un abbraccio. In questo senso il finale è un vero capolavoro poetico di cristallina simmetria artistica con la famiglia “umana” in primo piano e quella dei lupi rappresentata con le ombre, in lontananza, sullo sfondo della luna.

La paura sa farsi così piccola se la guardi da vicino”, capisce Jolie al termine del momento più intenso e pauroso di tutto lo spettacolo, in quella che sembra la materializzazione del lupo: un momento cupo che investe letteralmente la platea di luce e drammatica attesa.

Spettacoli come Caro Lupo ci mostrano la meraviglia di cui il teatro al suo zenit può essere capace di rendere reale l’immaginazione e universali le idee.

Informazioni sullo spettacolo

Drogheria Rebelot / Fondazione TRG

ideazione Miriam Costamagna e Andrea Lopez Nunes
regia, drammaturgia, cura dell’animazione Nadia Milani
con Miriam Costamagna, Andrea Lopez Nunes e Giacomo Occhi / Federico Meneghel
scene, figure e puppets Gisella Butera, Andrea Lopez Nunes, Miriam Costamagna, Nadia Milani, Matteo Moglianesi
musiche originali Andrea Ferrario
voci Aurora Aramo, Arianna Aramo, Miriam Costamagna, Andrea Lopez Nunes, Nadia Milani, Giacomo Occhi
disegno luci Andrea Lopez Nunes e Matteo Moglianesi
consulenza registica Matteo Moglianesi

  • teatro su nero e teatro d’ombre
  • 55 minuti
  • dai 5 anni
Scopri di più