Lucia Bellis
Lucia Bellis

Lo spettacolo Granny e il lupo entra subito in contatto epidermico con il pubblico con la fresca carezza di una filastrocca: “pollo/coniglio, caprette/prosciutto, piadina con lo strutto, formaggio e formaggino… poi qualche frutto… e io mi mangio tutto!”.

Inizia così la storia, raccontata prima attraverso la narrazione dell’attore e poi vissuta direttamente attraverso le dinamiche ricreate sul palcoscenico, tra la volpe e il lupo, suo compare ingordo e sempre alla ricerca di cibo.

Granny e il lupo si può distinguere essenzialmente in due parti: la prima, nella quale assistiamo alle disavventure di questo stolto protagonista evocato attraverso i battibecchi con il pupazzetto della volpe, in una gestione mimica e vocale veramente deliziosa da parte dell’attore Danilo Conti, e la seconda nella quale il racconto perde di vista la volpe, il lupo si veste di maschera e pelliccia cosicché Conti diventa tour court un lupo con sembianze fortemente teatralizzate; il pubblico di ragazzi della scuola primaria è rapito e le risate scoppiano spontanee e ripetute.

Danilo Conti ha una bravura dolce e accogliente e accompagna la voce con gesti che stimolano la fantasia e l’astrazione, mostrando e dimostrando come il teatro, con un’apparente “povertà” di elementi, riesca a creare un mondo solo attraverso un tratteggio artistico. Il teatro è un atto magico, un quadro personale che diventa universale nell’atto della visione e della riflessione; è un’illusione che funziona solo nella dimensione collettiva, dove l’inanimato prende vita, l’incredibile acquista forza e verosimiglianza e il vuoto vibra e prende forma.

Conti inserisce alcune deliziose battute nonsense (“quante botte… sono una marmellata di lupo!”), parole colorite che riagganciano l’attenzione attraverso il flusso delle risate, tanta simpatia e un pizzico di gustosa ironia che sa di manifesto della propria concezione teatrale: “(per ruotare la scena) non potevi metterci un motorino elettrico? Macché, bisogna farlo artigianalmente così il teatro è più divertente!”.

Granny e il lupo è un teatro molto fisico, che utilizza pochissimi elementi scenici stilizzati e ancora meno effetti speciali/trucchi artigianali (alcune luci per il temporale e i fulmini), puntando tutto sulla libertà di visione dello spettatore e sulla possibilità di una propria lettura creativa. È uno spettacolo che va vissuto per il gusto di imparare le potenzialità e la bellezza del teatro nei suoi ingredienti più semplici e che nella pagina più intensa e riuscita – l’incontro al buio tra il lupo e un agnello, in un casolare isolato, durante una notte di tempesta – inscena un potente atto di riflessione sulla profonda somiglianza di tutti gli esseri viventi e sulla possibilità di una convivenza basata sull’ascolto, l’accoglimento, la condivisione: dopo essersi trovati e aver parlato, i due, al buio, si abbracciano: “noi due siamo proprio uguali…”.

Speriamo che questo messaggio possa diventare lievito madre teatrale, trasformandosi in una poetica di vita per i ragazzi presenti.

Informazioni sullo spettacolo

il gioco della luna piena

Compagnia TCP Tanti Cosi Progetti

di Danilo Conti e Antonella Piroli
con Danilo Conti
produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri

  • teatro d’attore, pupazzi e oggetti animati
  • 50 minuti
  • dai 3 agli 8 anni
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