Atalanta
Lucia Bellis
Sul palco una postazione di visual art, una sedia e un leggio. Le parole, recitate benissimo da Stefano Paradisi, fanno riecheggiare il tempo del mito greco di Atalanta con grande compostezza, pulizia di racconto e altrettanta capacità di incalzare l’interesse in chi ascolta.
Il racconto, sapientemente gestito da Paradisi, viene sottolineato dalla performance artistica di Massimo Racozzi.
L’artista crea in tempo reale immagini che vengono proiettate, attraverso una videocamera, su uno schermo. Per farlo utilizza fonti di luce, lucidi che fungono da fondo e da sfondo, pennelli, colori e raschietti; i momenti salienti della narrazione sono in tal modo fissati sulla tela teatrale con tratti ben soppesati, essenziali, dai contorni fumettistici.
Vediamo così pochi tratteggi pittorici che tracciano volti, gesti e profili, animando e amplificando suggestioni emotive. La stilizzazione più forte si alterna a una trasformazione figurativa o viceversa.
Spesso bastano le tonalità del bianco, del nero o del grigio, alternate a diversi spessori e movimenti del segno, per creare l’idea di un ambiente, di un’azione e di un mondo; così come, a volte, sono delle semplici sfumature a rendere le nuvole del cielo o sono piccoli spostamenti di una sagoma che ci catapultano e ci inglobano in un cartoon teatrale.
Grazie all’ipnotico fascino del gesto artistico nel suo compiersi, questi momenti hanno il potere di rendere una fiaba antica qualcosa di vivo e coinvolgente.
Tutto questo percorso viene arricchito da un tappeto sonoro prevalentemente elettronico che dà un’impronta di incombenza e di attesa, tensione e sospensione.
L’Atalanta, proposta nella versione scenica da CTA – Centro Teatro Animazione e Figure, svela la bellezza del teatro quale atto generativo e la modernità – nonché la meraviglia fonetica e terminologica – della parola antica anche nella riflessione etico/morale su temi attualissimi, come quello della libertà di scelta e dell’emancipazione.
Il mito di Atalanta
Abbandonata alla nascita dal padre che desiderava un figlio maschio, Atalanta sopravvive grazie alle cure di un’orsa e viene poi cresciuta dai cacciatori di Artemide. Crescendo nella natura selvaggia, diventa una cacciatrice imbattibile, famosa per la sua velocità e precisione.
Atalanta si distingue nella celebre caccia al Cinghiale Calidonio. Nonostante l’opposizione iniziale degli altri eroi, che non volevano una donna tra loro, viene difesa da Meleagro. È lei la prima a ferire la bestia e, per questo, riceve in dono la pelle dell’animale come trofeo. Questo gesto scatena una violenta lite familiare in cui Meleagro uccide i propri zii per difendere l’onore della fanciulla.
Riunita al padre, Atalanta viene spinta a sposarsi. Per scoraggiare i pretendenti, impone una sfida mortale: sposerà solo chi riuscirà a batterla in una gara di corsa; chi perde sarà ucciso. Molti giovani falliscono, finché Melanione/Ippomene chiede aiuto ad Afrodite. La dea gli dona tre mele d’oro che lui lascia cadere durante la gara: distratta dalla bellezza dei frutti, Atalanta rallenta per raccoglierli e perde la sfida. Stretti mano nella mano, Melanione e Atalanta giungono così alla fine della storia e camminano verso l’eternità del mito.
Informazioni sullo spettacolo
CTA – Centro Teatro Animazione e Figure
con Stefano Paradisi
visual artist e live painting Massimo Racozzi
coordinamento registico Roberto Piaggio
musiche originali Claudio Parrino
- teatro di narrazione, pittura dal vivo
- dai 10 anni