Omar Manini
Omar Manini

Educatore socio-pedagogico e giornalista pubblicista, collaboro con scuole e magazine culturali allenandomi alla scrittura. Nato cinefilo, sono diventato grande appassionato del palcoscenico: adoro lasciarmi incantare dal suono delle parole, dall’incontro degli sguardi e dal peso dei silenzi. Da anni seguo le stagioni ERT di prosa e teatroescuola 0-18 per presentazioni, interviste e recensioni.

 “Questa è la storia di Marie Curie”, così l’incipit sul palco. Maria Skłodowska Curie: fisica, chimica e matematica polacca, naturalizzata francese, e prima donna a ricevere il Nobel.

“Marie”, semplicemente Marie. È questo il titolo dello spettacolo di e con Silvia Elena Montagnini, della compagnia Onda Teatro. Un titolo asciutto, diretto, com’è asciutto e teso questo lavoro teatrale: niente fronzoli sulla scena (pochissimi gli elementi: una sedia, un lenzuolo, un libro, alcune lettere) e un personaggio che si svela, e cresce di spessore e intensità, tra le parole e nell’evocazione di gesti e momenti biografici resi con grande energia e passione. Lo spettatore è così stimolato a inserire la spina e ad allenare attenzione, riflessione e immaginazione, strumenti troppo spesso pigramente consegnati agli altri per noi.

L’inizio, attraverso un efficace prestito da Jerry Lewis, è una rapida cornice storica sul 1867 e dintorni in Europa, un periodo ricco di fermento culturale che spesso nasceva in risposta a pressioni e repressioni da parte dei governi e a situazioni socio-economiche molto difficili. Questo è l’anno di nascita della nostra eroina, in una Polonia inquieta e sotto l’egemonia russa, che impediva l’utilizzo della lingua locale e lo studio superiore alle donne.

Silvia Montagnini è una corda tesa nel cavalcare un’indagine sulla vita di una grandissima protagonista vissuta a cavallo tra ‘800 e ‘900: ne sentiamo e – attraverso un’esposizione sempre diretta al pubblico e affilata – ne viviamo con partecipazione azioni, pensieri, desideri, obiettivi e conquiste. Marie è lì, con noi, mentre la narratrice avvicina, accarezzandoli, ora i toni della commedia, ora quelli rapidi dell’azione, ricavandosi alcuni spazi per quadri più intimi, ritagli di vita spennellati.

“Marie”, pur citando i numerosi successi scientifici raggiunti dalla Curie, lascia in eredità l’esempio delle qualità umane di una donna (e di una persona) che ha saputo mantenersi salda anche attraverso le acque agitate della vita per raggiungere i suoi propositi. Desiderio di libertà, voglia di ribellione, forza di optare (coscientemente e razionalmente) per scelte controcorrente, solidità, dedizione, gratitudine e riconoscenza, importanza dei legami e delle radici, senso solidale della condivisione: questi alcuni dei valori che si imprimono sullo spettatore attraverso lo svolgimento di questa pagina teatrale. Una donna, una scienziata che, anche attraverso il teatro, affascina e mette in evidenza, come esempio, quella straordinaria possibilità dell’essere umano di andare oltre a se stesso e al “qui e ora” per consegnarsi al misterioso, nobilissimo, sentimento collettivo (e alla coscienza) dell’umanità, della Storia.

Informazioni sullo spettacolo

dalla montagna al lago

di e con Silvia Elena Montagnini
supervisione artistica Bobo Nigrone
supervisione scientifica Prof. Silvia Casassa del Dipartimento di Chimica/Unito
disegno luci e allestimento Marco Alonzo

produzione: Onda Teatro

  • teatro di narrazione
  • 55 minuti
  • dagli 11 anni
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