Lucia Bellis
Lucia Bellis

MAT+S, progetto annuale ideato e curato da Luisa Vermiglio, quest’anno, come sempre ma forse meglio di sempre, ha mostrato ai genitori il risultato del percorso scienti-teatrale svolto in ambito scolastico da docenti e alunni: è stato una vera e propria evidenza delle potenzialità educative della scuola e del teatro a scuola.

Possibilità che si amplificano se integrate l’un l’altra, in modo complementare, facendo emergere le zone in ombra, che difficilmente tra i banchi hanno il tempo di essere osservate e prese in cura con la necessaria protezione: le emozioni di bambini e ragazzi. Perché, come ha detto Annamaria Poggioli, membro del CDA dell’ERT FVG: “Il teatro è veicolo di socialità, educazione, dialogo, inclusione, emersione e superamento del disagio invisibile.”

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Dopo un lungo viaggio in compagnia dei fisici Maria Peressi e Alessandro Ventura e della guida attoriale di Stefano Paradisi e artistica di Massimo Racozzi, oltre centotrenta bambini hanno creato sei quadri, uno per classe, sul mondo della luce. Come la fisica si pone domande osservando il mondo, così la forma-teatro permette di sensibilizzare lo sguardo verso se stessi e quello di relazione con gli altri: è per questo che MAT+S sembra sempre così autentico, necessario e attuale.

“Occhi aperti, occhi chiusi” era il titolo di MAT+S 25/26; “osservare”, infatti, è stata la parola d’ordine consegnata ai bambini perché implica il dare e il darsi un giusto tempo, l’attendere, il mettere da parte l’ego e il senso di noia e di frustrazione, il pesare le risposte/riflessioni sulla base di un pensiero che strappi la forza gravitazionale dell’istinto.

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Luisa Vermiglio, attraverso questo progetto, consegna nelle mani – e nelle menti – di questi ragazzi la voglia del fare insieme, dello sperimentare, del “sbagliare non è una colpa, ma s’impara” e lo fa con l’autorevolezza di una decana, ma con l’afflato sensibile di un’amica.

MAT+S, seppur basato su un tracciato scientifico, diventa teatro all’ennesima potenza: immaginazione, illusione, vita, il tutto organizzato in un’architettura salda, ma ricca di spazi e ossigeno, che permette la massima espressività ai ragazzi.

Questo saggio è stato particolarmente denso di emozioni e pulito nella resa artistica, regalando sorprese per nulla scontate. Come sempre il senso di gruppo, di comunità, di fratellanza l’hanno fatta da padroni: sul palco ragazzi di tantissime culture che, danzando sui concetti e cantando sulle parole, si sono dimenticati delle differenze, hanno aiutato a creare una partitura teatrale intensa e convergente, sostenendosi nei momenti di incertezza o di inciampo (che bello quando il blocco di una ragazza è stato superato con il sostegno di tutti e un applauso empatico e liberatorio).

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MAT+S è una palestra sociale sperimentale dove energie umane fatte di accenti e colori differenti confluiscono nella creazione di alchimie toccanti e stratificate. “La luce è come un ornitorinco, che non è né un castoro né una papera; così la luce non è né particella né onda, è luce e basta!”, esclamano i ragazzi e sembra una metafora dell’essere umano che non è bianco o nero, cristiano o musulmano, è uomo e basta! Perché chi di dovere non sa prenderne atto ed estendere la meraviglia dal palco alla realtà?

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MAT+S è stato un viaggio speciale, impreziosito da sorprendenti composizioni di lucidi realizzate live dai ragazzi e proiettate sulla parete (bellissimi bricolage che si componevano, scomponevano, sovrapponevano, per l’operato dei bambini), ma anche da effetti luminosi, sonori (dalla musica classica alle percussioni etniche, fino ai tuoni del temporale o al crepitio del fuoco ricreato con fogli di plastica accartocciati), ottici (cartoncini specchiati e illuminati da torce), utilizzo di ombre cinesi. Istanti divulgativi si sono alternati a riflessioni, corse, danze e il tutto è stato spolverato da una bella dose di ironia e leggerezza.

La cosa più potente e bella emersa è l’atmosfera di stretta, coordinata, umana collaborazione e la bravura di tutto il team educativo nel gestire emotività, tempi espressivi e concentrazione del singolo e del gruppo.

[Fotografie di Erika Zucchiatti]