Lucia Bellis
Lucia Bellis

Soqquadro è un gioiello che, attraverso il gesto teatrale, porta la malinconia a diventare poesia e la (quasi) assenza di parola a farsi racconto nitido ed esemplare: grazie alla grande bravura degli autori/attori (Danila Barone, Dario Garofalo, Paolo Piano) e alle deliziose scene di Valentina Albino e Simona Panella, la magia del teatro si disvela sotto i nostri occhi, palpita, emoziona e ci invita a sovvertire lo sguardo e l’attenzione, ma anche la priorità, sulle cose del mondo e della vita.

Sul palco due interpreti mimano la routine di una coppia, Alba e Aldo, in una stanza dalle tonalità color pastello: ogni giorno la reiterazione delle medesime dinamiche – colazione sempre alla stessa ora, con lo stesso zuccheroso sottofondo musicale; la preparazione per la giornata lavorativa; l’uscita da casa, mantenendo ogni giorno identici rituali/compiti; il rientro a passi sempre più stanchi e pesanti; la cena con sottofondo di musica nostalgica. Un insieme talmente ripetitivo da essere anticipato dal pubblico, che saluta con un partecipato “buonanotte!” la chiusura di uno dei quadri – lascia trasparire la stanchezza di un’illusoria armonia familiare.

L’ingranaggio continua identico a se stesso, sottolineato da un ticchettio inquietante a ricordarci la scansione dei ritmi quotidiani dall’uscita al rientro.  

Questo fino a quando, durante una giornata di pioggia, non interviene un elemento imprevisto: Aldo infila il piede in una pozzanghera e da lì inizia un percorso di nuova consapevolezza, di riscoperta del proprio lato più gioioso e infantile.

È così che la conservazione forzata della moderazione, della stabilità, della perfezione, di un bilanciamento certo, ma anche anestetizzato, si trasforma nel desiderio di saltare, bagnarsi, tuffarsi. I bambini in platea adorano questo istante e lo manifestano con tutto il loro entusiasmo, quasi a incoraggiare la rottura della noiosa routine adulta.

È un momento dove il gioco diventa espressione di sé e risposta alla domanda più sincera e intima della propria persona; è un abbraccio, uno stimolo a volersi bene e un nuovo corredo d’entusiasmo con un potere contagioso sulle cose della vita e sulle persone vicine, che si riflette sia sull’aspetto – da questo momento il completo grigio e incravattato esplode in un rosso fuoco – sia nell’animo.

Attraverso una valigetta riempita con l’acqua “miracolosa”, che diventa una sorta di portale magico all’interno del quale visioni e curiosità attraggono anche Alba, si frantuma la prigione della razionalità in favore di una libertà espressiva: gli abiti si fanno comodi, colorati, non strettamente adeguati al contesto, ma totalmente aderenti al sentire del momento e le parti si cambiano/scambiano/rompono, strappando il velo impalpabile, ma soffocante, della costrizione in schemi e funzioni.

Quello che prima era una simpatica, ma molto significativa gag del bacio rifiutato/rimandato diventa un presente sentito e necessario che recupera il senso dell’atto; Alba e Aldo ora non sono solo più personaggi o illustrazioni, ma persone tridimensionali e palpitanti.

E laddove tutto sembrava fisso nel suo accadere, ora è un viaggio (gioco?) in moto, in una casa che si apre a nuovi spazi e a visioni assurde e surreali: acquario o cielo stellato, è una rotta verso la luna, una cucina travolta dalle fette di un tostapane impazzito, un palcoscenico nel palcoscenico per un ballo sincero e innamorato tra i due.

Soqquadro è un superbo appuntamento teatrale, ma anche un atto politico che rivendica la necessità di recuperare il proprio tempo e la parte più autentica di noi stessi per donarcela e per testimoniarla a chi ci circonda, così da dare un po’ di nuovo colore e sapore a questo mondo troppo spesso rassegnato, impersonale, incupito.

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Informazioni sullo spettacolo

regia Danila Barone e Dario Garofalo
di e con Danila Barone, Dario Garofalo, Paolo Piano
scenografie Valentina Albino, Simona Panella
costumi Aurora Damanti
disegno luci Tea Primiterra
musiche Antonio Giannantonio
coreografia Karen Fantasia

produzione: ATP Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale (Pistoia) e Teatro del Piccione (Genova)

  • mimo, clownerie
  • 50 minuti
  • dai 3 anni, tout public
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