Ti vedo. La leggenda del Basilisco


Omar Manini
Educatore socio-pedagogico e giornalista pubblicista, collaboro con scuole e magazine culturali allenandomi alla scrittura. Nato cinefilo, sono diventato grande appassionato del palcoscenico: adoro lasciarmi incantare dal suono delle parole, dall’incontro degli sguardi e dal peso dei silenzi. Da anni seguo le stagioni ERT di prosa e teatroescuola 0-18 per presentazioni, interviste e recensioni.
Ti vedo. La leggenda del Basilisco: se devo essere sincero, il titolo è l’unica cosa che non mi convince fino in fondo di questo magnifico spettacolo prodotto e promosso in coproduzione da Teatro del Buratto e CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia.
Sì, perché non rende nell’immediato quello che è, a tutti gli effetti, un meraviglioso tripudio per gli occhi e uno spettacolare evento scenico; una brillantissima scintilla di fantasia, orchestrata in modo tanto preciso, quanto efficace, da Emanuela Dall’Aglio (autrice, regista, attrice, scenografa).
Pronti, via. Sul palcoscenico una sedicente dottoressa si presenta in camice bianco illustrando la sua attività, svolta in collaborazione con un collega alquanto imbranato: recuperare oggetti dimenticati e collezionarli, nella speranza di trovare, prima o poi, un Basilisco, pericoloso essere mitologico – serpente, drago? – in grado di volare e pietrificare chiunque incroci il suo sguardo e che nasce “da un uovo covato per nove anni da un ranocchio in un nido di peli di lupo”.
Nel frattempo, nella piccola teca davanti a noi, la “scienziata” mostra e illustra una serie di improbabili suppellettili che sembrano usciti direttamente da un distillato fiabesco, tra cui proprio un uovo di Basilisco “trovato in una pericolosa spedizione australiana”. In questo momento prevale un tono da commedia avventurosa che rilassa lo sguardo di una platea incuriosita, chiamata in causa (“c’è bisogno di qualcuno che non abbia mai mentito per leggere una formula magica … c’è qualcuno che vuole venire”?) e stuzzicata con elementi velatamente cringe, volutamente bambineschi.
D’un tratto, ecco un temporale. Un fuggi fuggi generale sul palco. Tuoni che minacciano… tutto si fa buio… inizia la vera e propria messinscena dark della fiaba teatrale: “C’era una volta, in un tempo prima del tempo”… Dall’oscurità – tra fumi e vapori, luci blu/grigio/rossastre – emerge quella che sembra una montagna: è la casa di una strega (Beckett?) che riesce a ottenere un uovo di Basilisco, farlo covare e schiudere.
Pochi elementi, musiche etnico-ancestrali, suoni e versi gutturali e onomatopeici, e una situazione inaspettata quanto impattante hanno sul piccolo pubblico un effetto straniante e fortemente attrattivo.
Un misto di stupore invade la platea che, da questo momento in poi, vive con partecipazione, di fiato e di sguardo, quello che accade: l’apparizione del Basilisco è una bellissima pagina sognante che tutti accolgono con sbalordimento, così come la trasformazione della casa/strega, scura e plumbea, in un meraviglioso villaggio – con tutti i personaggi che lo abitano e le voci che lo rendono vitale – che sembra uscito dalle tavole di qualche albo illustrato.
Ti vedo. La leggenda del basilisco gioca costantemente con generi e toni mescolandoli e capovolgendoli incessantemente, tra leggerezza e incubo, riuscendo così a creare un viaggio emotivo sempre attivo ed elevando una resa di fantastico artigianato teatrale (teatro di figura, ombre cinesi, …) in pura arte visiva, sensibilmente viva e pulsante.
Una meravigliosa pagina sull’appagamento nell’incontro con il distante e il piacere di conquistare l’inesplorato: elementi propri della magia e dell’infanzia e quindi dell’essere umano che può frequentare questi “luoghi” per tutta la vita, anche attraverso il teatro, anche attraverso piccoli grandi capolavori come Ti vedo. La leggenda del Basilisco.




Informazioni sullo spettacolo
un progetto di Emanuela Dall’Aglio
regia Emanuela Dall’Aglio
interpreti Emanuela Dall’Aglio, Riccardo Paltenghi
paesaggi sonori e luci Mirto Baliani
costruzioni Emanuela Dall’Aglio, Michele Columna, Riccardo Paltenghi, Caterina Berta
assistente alla regia Beatrice Masala
coproduzione: Teatro del Buratto/CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
- teatro di narrazione, teatro di figura
- 50 minuti
- dai 6 anni