Lucia Bellis
Lucia Bellis

Un investigatore entra in scena saltellando su quello che è un palco inizialmente spoglio: cappotto a quadrettoni grigi e contorni neri, lente d’ingrandimento, fare circospetto e cartellina d’ordinanza, anch’essa perfettamente abbinata al look.

Poco dopo, si aggiunge anche una collega vestita con abito della stessa fantasia; i due danno così vita a un’accoppiata che si muove curiosamente e comicamente alla ricerca di un qualcosa di inizialmente inafferrabile.

I due protagonisti si rivelano essere due scienziati pasticcioni – bellissimo il momento narrativo del flashback sulla loro storia, raccontato con piccole ombre animate attraverso la superficie di una coccarda – che hanno costruito una macchina che analizza la realtà e costruisce la perfezione. Un marchingegno, tanto improbabile quanto sottilmente inquietante, che alla prova della realtà umana va in crisi.

I due attori – Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza – hanno una perfetta amalgama, si integrano e si completano con una bellissima mimica, che evoca molti maestri della commedia e, di per sé, apparecchia la simpatia e predispone al piacere della visione.

Wroong! L’errore perfetto non è un semplice, seppur piacevolissimo,  divertissement, ma ha un sottotesto che evidenzia quanto la perfezione sia sempre una vera e propria illusione, spesso temporanea e rischiosa perché sottintende alla necessità dell’eliminazione di ogni elemento contrario alla propria visione.

Lo spettacolo fa capire come, proprio intercettando il suo contrario, l’imperfezione, si colgano le migliori occasioni; è anche una piccola riflessione su quanto tutto ormai si muova attorno ad una pericolosa deriva tecnocratica (“perché non fate quello che vi dico? io sono perfetta, non volete essere perfetti?”) che, al suo eccesso, disunisce le relazioni umane, creando un deserto emotivo ed espressivo (il fregio del vincitore non ha senso se manca qualcuno con cui condividerne il significato).

Tra stranezze ed eccentricità varie, “Wroong!” è una commedia che si sviluppa attorno a personaggi goffi e situazioni grottesche e surreali; si muove tra le coordinate del nonsense e organizza gustosi sketch, venati da un pizzico di mistero, che chiedono spesso anche l’intervento del pubblico per incentivare, fare conti alla rovescia, suggerire, sostenere, incitare. Raccontando una relazione comica a due (anzi, a tre), fa riflettere sull’importanza di custodire e coltivare le nostre imperfette unicità, che sono il premio più grande donatoci dalla vita.

Image
Image
Image
Image
Image
Image
Image
Image
Image
Image

Informazioni sullo spettacolo

Orto degli Ananassi

di e con Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza
scene e costumi Emanuela Dall’Aglio
disegni ombre Alberto Pagliaro
elementi digitali Paolo Signorini

  • teatro d’attore
  • 50 minuti
  • dai 5 anni
Scopri di più