BURNING PARADISE
Poetic Punkers
di e con Natalia Vallebona

CANE NERO
ContART | DANCEHAUSpiù
di Sara Pezzolo
interpreti: Sara Pezzolo, Maksym Petrashchuk

AMOEBA
Compagnia Deja Donnè
di e con Elia Pangaro

THINK NO MORE, IT IS GONE
di e con Stefania Pisapia

Burning Paradise

“Una donna? Un pirata della strada? O un coniglio paralizzato davanti ai fari della macchina che lo investirà?”

Burn Out paradise è un atto fisico femminile: potenza, fragilità e androgenità, espresse in un immaginario pop e poetico. Il paradiso come incarnazione contemporanea del glamour. Burn Out paradise è un progetto di ricerca che mette in relazione attraverso il corpo e il movimento il Burnout automobilistico e la sindrome del Burn Out, come accumulazioni, volontarie e involontarie di energia.

Una produzione Poetic Punkers con il sostegno di: Le Bamp Bruxelles; UP – Circus and Performing Arts Bruxelles- PARTS summer residency Bruxelles; Cocq’ARTS Festival Bruxelles; Maison des Cultures de Saint-Gilles Bruxelles; Theatre Marni, Teatro della Tosse Genova.

Cane Nero

Siamo ciò che amiamo o è l’amore a renderci ciò che siamo?

Cane nero attraversa il mito di Pentesilea e Achille per esplorare l’ambiguità tra antico e moderno, tra ferocia e dolcezza. I due personaggi, doppi e contraddittori, incarnano maschile e femminile, attrazione e distruzione: si combattono, si cercano, si annientano, riflettendo la frammentazione della società contemporanea.

L’opera indaga il senso dell’esistenza, la lotta per l’identità e il confronto con vita e morte, cercando una possibile accettazione di una natura umana doppia e complessa. Il “cane nero” diventa metafora della paura: presenza oscura e interiore che accompagna entrambi. Pentesilea desidera vivere pienamente ma convive con il proprio timore; Achille, segnato dal dolore e dalla morte, è a sua volta fragile e impaurito. Insieme, vivono nel linguaggio e nel conflitto, nell’essere e nel non essere.

AMOEBA

AMOEBA è una performance per la costruzione dell’identità e un’introspezione su come e cosa formi la nostra identificazione.

La parola “ameba” assume un significato dualistico.

Da un lato c’è l’aggettivo usato per descrivere una persona che non mostra personalità, intraprendenza o passione. Uno stato di insensatezza apparentemente senza scopo. Dall’altro lato c’è il nome dell’organismo unicellulare la cui peculiarità è la trasformazione, non avere mai la stessa forma. “Il viaggio che parte da un’entità unicellulare, senza nome, fino al processo di scoperta dell’identità. Immerso nel continuo perdersi e ritrovarsi, diversamente da come si era ieri.

Sotto una tuta, la ripetizione insensata, l’ameba scopre se stessa, esplora la voce della sua mente e giunge a l’incomparabile certezza: tu sei tu. Così inizia a vederti, a connettersi con te.”

Think no more, it is gone

Se si potessero vivere di nuovo alcuni istanti passati per poter modificare ciò che è avvenuto e soddisfare la propria esigenza di sapere cosa sarebbe successo se le cose fossero andate diversamente, allora molti di noi ne approfitterebbero.

Il solo porta in scena un legame ancora troppo forte con un passato ormai lontano, ma che vorremmo rivivere per poter plasmare in un altro modo il tempo a seguire, ignari del fatto che non tutto può sottostare al nostro controllo e che a volte, anche se ci sembra ingiusto, le cose accadono in un modo perché non ce ne sono altri in cui possano accadere.

La tendenza a continuare in maniera ostinata a guardare all’indietro fa venire meno la consapevolezza non tanto del futuro verso cui ci stiamo dirigendo, quanto del momento presente che perdiamo di vista. Allora, abbandonare ciò che è stato e accettare che non sarà più, diventa la chiave per immergersi fino in fondo in ciò che è adesso, nel momento in cui siamo totalmente presenti, non passati né futuri.

Prossime
date

13/06 Ore
20.30
Cormons
Musica Garden Centre

via Isonzo 101, Cormons (GO)

Informazioni

BIGLIETTERIA ERT
0432 224246
biglietteria@ertfvg.it