Mio fratello partì, in un mattino muto

Coro del Friuli Venezia Giulia
Stagione
2022/2023

con il Coro del Friuli Venezia Giulia

Monica Mosolo, voce recitante

Massimo Somaglino, voce recitante

Anna Molaro, violoncello

Mauro Zavagno, contrabbasso

Michele Montagner, percussioni

Aaron Collavini, percussioni

Matteo Andri, pianoforte

Cristiano Dell’Oste, direttore

 

produzione: Coro del Friuli Venezia Giulia

Mio fratello partì, in un mattino muto rappresenta l’archetipo poetico, in una citazione, da cui scaturiscono i precipitati di una serie di rimandi e ritorni, germinazioni, declinazioni e amplificazioni della poetica pasoliniana.

Il progetto prende l’avvio dal testo teatrale I Turcs Tal Friul, così come venne proposto nella sua prima presentazione all’interno della Chiesa di San Lorenzo a Venezia nel 1976, con le musiche di scena appositamente scritte da Luigi Nono per coro e strumenti a percussione. In quello spettacolo, realizzato dalla Compagnia del Piccolo Teatro Città di Udine con la regia di Rodolfo Castiglione, e che tanta fortuna ebbe nelle stagioni teatrali successive in Friuli, le percussioni delle musiche di Nono continuavano a richiamare le scosse di terremoto che in quell’anno avevano devastato la terra friulana. Si è scelto, però, di “esportare” il progetto anche al di fuori dei confini regionali, come un omaggio alla terra friulana, alle radici e alla lingua. Si è scelto di declinare alcuni aspetti di natura storica da un lato e modulare una rilettura che focalizzi i tratti più forti di quell’opera: il rapporto tra i due fratelli protagonisti dei Turcs e il rapporto tra i due fratelli Pasolini nella vita reale. Indagare un rapporto quindi, partendo dal contemplativo Pauli e il ribelle Meni del dramma del 1944 per arrivare a Pierpaolo e Guido, impegnati in due modi diversi nella lotta di liberazione.

Guido Alberto Pasolini, nome di battaglia “Ermes”, scelto come dedica ad uno dei più cari amici di scuola di Pier Paolo, partì giovane partigiano nel maggio 1944 all’età di 18 anni, con la pistola nascosta in un libro. Il 7 febbraio 1945 fu catturato alle malghe di Porzûs da un gruppo di partigiani comunisti appartenenti ai GAP friulani delle Brigate Garibaldi e trasferito con altri compagni al Bosco Romagno, vicino a Cividale del Friuli. Sottoposto ad interrogatorio e processato in modo sommario il 12 febbraio 1945, la stessa mattina venne ucciso. condotto sotto scorta sul luogo destinato all’esecuzione. I suoi resti furono riesumati a guerra finita, tra il 10 e il 20 giugno 1945, assieme a quelli delle altre vittime dell’eccidio. Dopo il solenne funerale, i resti di “Ermes” vennero traslati a Casarsa, ove tuttora riposano in una tomba vicino all’ingresso del cimitero, che l’amministrazione locale ha riservato ai suoi Caduti per la Libertà. Nello stesso cimitero, a qualche metro di distanza riposa il fratello Pier Paolo.

Prossime
date

Teatro Adelaide Ristori

Via Ristori, 32 – Cividale del Friuli (UD)

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