testo e traduzione di Graziella Chiarcossi (ediz. Quodlibet)
produzione: CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, con Teatri Stabil Furlan, Teatro Nuovo Giovanni da Udine con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di Confindustria Udine e di Banca 360 FVG
con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine
in collaborazione con l’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia e il Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia
e del Centro Studi padre David Maria Turoldo, dell’Associazione Icaro – Volontariato Giustizia ODV, dei Comuni di Gemona del Friuli e di Casarsa della Delizia
si ringrazia per la collaborazione il Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume (HNK Ivana pl.Zajca u Rijeci)
a Casarsa lo spettacolo è presentato fuori abbonamento
Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà
P.P.P.
I Turcs è una tragedia.
Per scriverla il giovane Pasolini si rifà alla più antica opera teatrale dell’occidente: I Persiani di Eschilo.
La compone in una lingua appresa da adulto, ascoltando i contadini, vocabolario alla mano.
Non è un testo fonetico ma poetico e perciò, in qualche modo, musicale.
Ogni nuova messa in scena ha il dovere di inventare una sonorità che si emancipi da un consolatorio vernacolare.
Pasolini vive i suoi vent’anni in un paese di fascisti occupato da nazisti: cosa fare?
Attendere pregando in chiesa o agire tra i boschi in montagna?
Deciderà di restare mentre suo fratello, più piccolo, andrà partigiano e dagli altri partigiani verrà ucciso.
Nei Turcs Pauli rimane, mentre il fratello minore, Meni, va in contro alla morte:
tornerà cadavere in una scena perfettamente tragica.
C’è la polis nei Turcs: la sacralità del paese riunito attorno alla chiesetta, succedaneo dell’altare di Dioniso posto al centro dell’orchestra.
C’è l’orrore dell’invasore che distrugge, violenta e rende schiavi.
C’è la musica nei Turcs, sacra e cattolica, presente in tutta l’opera. Ma è dal suo interno che si sprigionerà il canto ottomano del coro dei turchi a cui Pasolini dedica i versi più lirici.
C’è la contrapposizione religiosa ma soprattutto musicale fra una cultura cattolica della rassegnazione e la sacrosanta bestemmia di un popolo capace, il giorno dopo il terremoto, di numerare le pietre e cominciare a ricostruire.
La stessa bestemmia intonata da Meni a cui nel finale farà eco Pauli che, di fronte al cadavere del fratello, con l’ultimo fiato del suo povero petto cristiano, bestemmierà la Madonna.
Sarà questa Bestemmia a generare il vento spaventoso che fermerà i Turchi.
Al prete non resterà che dire: Amen.
Alessandro Serra
Prossime
date
21/10
Ore
20.45
Casarsa della Delizia
Via Piave, 16 – Casarsa della Delizia (PN)
Informazioni
Biblioteca Comunale – Casarsa della Delizia (PN)
Via Risorgimento, 2
tel: 0434 873981
Ufficio Cultura tel: 0434 873908/09
cultura@comune.casarsadelladelizia.pn.it
ORARI: dal lunedì al venerdì 14.30 / 18.30
lunedì, martedì e giovedì dalle 9.00 alle 13.00
Biglietti e prevendite
BIGLIETTI:
Platea interi € 20,00
Platea ridotti* € 18,00
Ridotto Under 25 € 10,00
*Riduzioni giovani tra 26 e 30 anni, over 65, abbonati circuito ERT, iscritti alle associazioni cittadine e a quelle dei Comuni di Valvasone Arzene, San Martino al Tagliamento, Zoppola e San Vito al Tagliamento, nonché iscritti ad enti e associazioni convenzionati con ERT, abbonamenti aziendali Forze Armate.
22/10
Ore
20.45
Gemona del Friuli
Via XX Settembre, 1 – Gemona del Friuli (UD)
Biglietti e prevendite
BIGLIETTI PROSA E DANZA:
Interi € 24
Ridotti* € 20
Studenti under 18 € 12
Riduzione per under 25 e over 65, abbonati ad altre Stagioni ERT.
BIGLIETTI MUSICA:
Interi € 20
Ridotti* € 15