Teatri

Gemona del Friuli

Teatro "Sociale"

Via XX Settembre, 1 – Gemona del Friuli (UD)

Inizio spettacoli
21.00
Info & prenotazioni

tel: 0432 970520

email: biglietteria@ertfvg.it

Ufficio IAT
tel: 0432 981441

RECUPERI STAGIONE 2019/2020

Biglietti:

Intero € 24 / Ridotto € 20 / Studenti Under 18 € 10

riduzioni over 65 e under 25

 

STAGIONE 2020/2021

Biglietti:

Intero € 24 / Ridotto € 20 / Studenti Under 18 € 10

riduzioni over 65 e under 25

 

PREVENDITA BIGLIETTI:

Per gli Abbonati della Stagione 2019/2020: in Teatro mercoledì 26 maggio dalle 17 alle 19.

Per tutti: In Teatro sabato 29 maggio dalle 10 alle 12 e lunedì 31 maggio dalle 17 alle 19.

La prenotazione dei posti è possibile presso gli uffici IAT di Gemona (tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18)

La sera dello spettacolo in Teatro dalle ore 17.00.

Spettacoli

Spiacenti! Non sono previsti spettacoli al momento.

GEMONA, NEI PALCHI CON MARTELLI E CHIODI

 

Devono passare più di dieci anni dal sisma del 1976, affinché venga riaperto a Gemona del Friuli il Nuovo Teatro Sociale, elevato sul sedime del vecchio palazzo settecentesco Elti Zignoni, di fronte a Piazza del Ferro. Fin dall’inaugurazione, avvenuta nel 1988, la programmazione è affidata all’ERT FVG, che nei decenni successivi ne ha assunto, per la prosa, anche la gestione tecnica  complessiva. Ricorda Livio Jacob, della Cineteca del Friuli, che la sala è collocata proprio nel luogo dove nel 1906, a undici anni dell’invenzione dei fratelli Lumière, venne proiettato nella cittadina il primo film: Alì Babà, lungo ben 11 minuti.

 

Un teatro più antico

Tuttavia, la sede originaria dell’antico Teatro Cinema di Gemona era vicina alla Chiesa di San Giovanni e risaliva al 1838. Il primo proprietario, Biaggio Cragnolini, già nel 1839 lo vendette a una società teatrale, quindi nel 1867, su progetto di Girolamo D’Aronco, padre del più noto architetto Raimondo, fu ristrutturato e inaugurato con un’opera di Donizetti.

Si racconta di una sala splendida: pianta a ferro di cavallo, tre ordini con 17 palchi ciascuno e il soffitto completamente affrescato da Domenico Fabris, che ricevette per ricompensa uno dei 51 palchi. I frequentatori erano i più ricchi esponenti della città e, sempre secondo la storia locale, portavano sempre con sé un fagotto che conteneva una coperta, un martello, dei chiodi: un’attrezzatura utile ad evitare gli spifferi durante le rappresentazioni, essendo i palchi privi di porta.

Nel 1908 iniziarono regolari proiezioni cinematografiche, ancora mute naturalmente, accompagnate dall’orchestra dal vivo. La sala fu utilizzata spesso anche per veglioni e rappresentazioni teatrali che avevano la precedenza sulle proiezioni. Nel 1917-18 gli occupanti austro-ungarici l’adibirono a rappresentazioni e proiezioni di film in lingua tedesca, destinate ai soldati. L’unico incendio registrato è del 1924, quando un’artista – almeno così si narra – dovendo salire in palcoscenico frettolosamente, dimenticò nel camerino una candela accesa.

 

Compagnie nazionali e locali

Furono molte le compagnie che da allora si succedettero, tra le quali i registri ricordano, nel 1921, quella di Eleonora Duse e quella di Italia Vitaliani. I maggiori successi lo ottennero però le compagnie friulane, che parteciparono e vinsero premi a Venezia nel 1928 e a Udine nel 1935. Resta vivo nella memoria dei gemonesi l’evento del 1933 quando alcuni alunni delle elementari misero in scena la fiaba Il talismano di Pin, operetta in versi di Amilcare Zumino musicata dal compositore parmense Gino Luigino Torricelli. L’apparato scenico, ideato dall’artista Giuseppe Barazzutti, fu realizzato da Nicolò Marini, Achille Fantoni e Silvio Floreani.  Altre informazioni si trovano nel volume Gemona Gemona Gemona di Tito Cancian, pubblicato nel 1999.

 

Loredana Bortolotti

consulente della Biblioteca civica glemonense “Don Valentino Baldissera”