Morte di un commesso viaggiatore

Michele Placido e Alvia Reale
Stagione
2021/2022

di Arthur Miller

traduzione di Masolino D’Amico

 

con Michele Placido e Alvia Reale

 

regia di Leo Muscato

 

con Michele Venitucci e Fabio Mascagni

con la partecipazione di Duccio Camerini nel ruolo di Charley

e con Stefano Quatrosi, Beniamino Zannoni, Paolo Gattini, Caterina Paolinelli, Margherita Mannino, Gianluca Pantosti, Eleonora Panizzo

 

scene: Andrea Belli

costumi: Silvia Aymonino

disegno luci: Alessandro Verazzi

foto: Azzurra Primavera

musiche: Daniele D’Angelo

 

 

produzione: Goldenart Production in coproduzione con Teatro Stabile del Veneto e Teatro Stabile di Bolzano

Perché il Commesso colpisce così profondamente? E perché è così americano (ma allo stesso tempo, così internazionale: se ne registrano persino versioni russe e cinesi in chiave anticapitalista e anticonsumista)? Perché è la storia di un sogno; la storia di un piccolo uomo e del suo sogno più grande di lui. Nella fiaba della farfalla e della formica, le simpatie vanno alla farfalla, benché questa venga sconfitta. E Willy Loman, sconfitto alla fine come la farfalla, non ha pazienza. È nato in un paese giovane e impaziente, forse figlio di immigrati; non ha radici, vuole salire nella scala sociale. Sogna a occhi aperti il successo facile, veloce. È un commesso viaggiatore che si guadagna da vivere con la parlantina, e ha allevato i figli al culto dell’apparenza e della superficialità; a disprezzare il cugino secchione e a puntare tutto sull’effimero; a essere attraenti, popolari, campioni sportivi. Ma ha finito per farne dei falliti, soprattutto il maggiore, Biff, la luce dei suoi occhi, che però una volta questo padre deluse, distruggendo la propria immagine. Da allora il ragazzo ha perso ogni spinta e coltiva le proprie frustrazioni.

Masolino D’Amico

 

Appunti per una messa in scena

di Leo Muscato

Morte di un commesso viaggiatore è la storia di un piccolo uomo e del suo sogno più grande di lui. Mischia verità e allucinazione. Si svolge contemporaneamente sulla scena, sotto gli occhi del pubblico, e nella testa del protagonista, nella quale noi spettatori, a differenza dagli altri personaggi, siamo chiamati a entrare. È una tragedia moderna che rivela il lato crudele del sogno americano.
Willy vuole così tanto essere “benvoluto”, che spesso trascura il fatto di essere amato. Infatti, contrariamente a quel che pensa, la sua famiglia lo adora: sua moglie ha votato a lui la sua esistenza; suo figlio minore Happy lo imita fino al punto da avere i suoi stessi sogni (sbagliati); Biff invece nutre nei suoi confronti uno strano sentimento di odio/amore, ma sicuramente vince l’amore.
E Willy Loman è uno dei personaggi teatrali più tragici del ventesimo secolo. Nella sua mente c’è qualcosa di fratturato. Ci sono diversi momenti in cui si rende conto che la sua famiglia è più importante del denaro. Ad esempio, quando sua moglie gli dice che hanno quasi pagato la casa, afferma: “Lavori tutta la vita per pagare le rate del mutuo, e quando la casa è finalmente tua, non c’è più nessuno che ci vive.”
Willy Loman sogna un futuro che non è in grado di raggiungere; perché vive in un paese che all’apparenza offre illimitate opportunità e lui va alla ricerca disperata del successo. Ma fallisce, e non riesce a perdonarsi.
E fallisce per aver creduto eccessivamente nel sogno americano, che non lo ha ripagato…

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Teatro Comunale

Corso del Popolo, 20 – Monfalcone (GO)

Info / prenotazioni

tel: 0481 494369
web: www.teatromonfalcone.it

email: teatro@comune.monfalcone.go.it

 

Orari biglietteria
dal lunedì al sabato
17.00 / 19.00
tel: 0481 494664

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via Dante, 16 – Palmanova (UD)

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