Teatri

Sacile

Teatro Zancanaro

Viale Zancanaro, 26 – Sacile (PN)

Inizio spettacoli
21.00
Info & prenotazioni

tel: 0434 780623

email: info@teatrozancanaro.it

STAGIONE 2021/2022

Biglietti prosa e danza:

PLATEA Intero € 24 / Ridotto € 20

GALLERIA Intero € 20 / Ridotto € 18

Biglietti concerti:

Posto unico numerato € 12 / Ridotto abbonati € 10

 

Abbonamento prosa

Platea intero € 95 / Ridotto € 85

Galleria intero € 80 / Ridotto € 70

Abbonamento prosa+danza

Platea intero € 130 / Ridotto € 115

Galleria intero € 110 / € 95

Abbonamento prosa+musica

Platea intero € 103 / Ridotto € 93

Galleria intero € 88 / Ridotto € 78

Abbonamento danza+musica

Platea intero € 43 / Ridotto € 38

Galleria intero € 38 / Ridotto € 33

Abbonamento prosa+musica+danza

Platea intero € 138 / Ridotto € 123

Galleria intero € 118 / Ridotto € 103

 

CAMPAGNA ABBONAMENTI

Gli abbonati alla Stagione 2020/2021 hanno diritto a rinnovo dell’abbonamento dal 4 al 17 ottobre negli orari di apertura della biglietteria: dal lunedì al sabato dalle 15.00 alle 19.30 e la domenica dalle 10.30 alle 12.30.

Chi desideri rinnovare l’abbonamento cambiando il posto può farlo nella giornata di lunedì 18 ottobre dalle 15 alle 19.30.

Infine, sarà possibile sottoscrivere un nuovo abbonamento dal 19 al 23 ottobre, secondo gli orari di biglietteria.

 

PREVENDITA BIGLIETTI

Per lo spettacolo La bottega del caffè la prevendita è attiva dal 25 ottobre al 3 novembre. Per gli spettacoli successivi sarà aperta a partire da una settimana prima dell’evento con i seguenti orari dal lunedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.30.

La biglietteria è chiusa lunedì 1° novembre.

Spettacoli

esterno del teatro zancanaro di sacile
teatro zancanaro sacile

SACILE LA VIA DEL TEATRO

 

Correva l’anno 1911 e Sacile si trovava in una situazione drammatica dal punto di vista dei contenitori culturali. Il Teatro Sociale (ricavato nell’attuale sede municipale nel XVIII secolo) era ormai inagibile, mentre da qualche anno era sorto il Teatro Ruffo, di proprietà della parrocchia, che aveva però ispirazione spiccatamente confessionale.

 

Un sindaco illuminato

In quegli anni Sacile aveva registrato uno sviluppo urbanistico notevole con una sensibile espansione della città verso Nord Est, oltre le mura veneziane e la porta
dei Mori. In questo contesto emerse un personaggio davvero singolare, Vittorio Zancanaro. Figura di facoltoso proprietario terriero illuminato, persona colta, impegnato nella vita politica e sociale della città, di cui divenne anche sindaco, egli non solo fu il fautore di un’importante opera stradale che consentì a Sacile un più agevole collegamento verso le arterie importanti, ma ideò e portò a termine nel 1911, proprio su quella via, il Politeama Zancanaro su progetto dell’ingegnere Ugo Granzotto.

L’organizzazione degli spazi interni del teatro rispecchiava i canoni ottocenteschi con i tradizionali palchi disposti a registri sovrapposti. All’esterno l’edificio si presentava piuttosto sobrio con qualche decoro liberty per ingentilirne l’aspetto. Durante la grande guerra il teatro venne bombardato e incendiato riportando ingentissimi danni. Nel 1917, dopo la rovinosa rotta di Caporetto, venne ridotto a ricovero per le salmerie dell’esercito austriaco.

La ricostruzione – affidata al progettista ingegner Camilotti – si completò alla fine del 1921. Nel frattempo però, Vittorio Zancanaro, toccato duramente dalla guerra e da lutti familiari, decise di cedere il locale, ancora in rovina, a un gruppo di industriali sacilesi. I problemi di gestione assillarono però la nuova proprietà a causa della complessità di una macchina che, se da un lato copriva i costi per le spese correnti, dall’altro non riusciva certo a remunerare adeguatamente il capitale investito.

Non rimase che chiudere l’attività.

 

L’impulso del cinema sonoro

Una scelta così dolorosa indusse però a trovare delle soluzioni, tanto che nel 1930 il teatro riaprì in particolare grazie al concorso della Fondazione Lacchin e dell’Opera nazionale Dopolavoro. Alla ripresa dell’attività e al suo successo contribuì in modo deciso l’avvento del cinema sonoro.

Il radicale cambiamento nei gusti del pubblico, sempre più indirizzati verso il film, si rivelò però drammatico, visto che nel 1943, in pieno periodo bellico, vennero eseguiti interventi devastanti, in particolare nella struttura interna, che, in sostanza, trasformarono il teatro in una sala cinematografica.

Le vicende dello Zancanaro nel dopoguerra registrarono ben pochi avvenimenti, fino all’intervento di radicale restauro che, nel 1997, su progetto dell’ingegnere Ballardini, portò l’intera struttura ad assumere l’attuale fisionomia, secondo un concetto che volle trasformarla in sala polifunzionale, da 669 posti (e quindi tra le più grandi in Regione), adatta a contenere il cinema, il teatro, gli eventi musicali, i convegni.

Moltissimi gli attori, gli artisti, i musicisti che salirono su quel palcoscenico. Ma va citato almeno il cantante lirico sacilese Ferruccio Furlanetto, il quale nel 1997 inaugurò il nuovo Zancanaro. Con il progressivo diffondersi dei multisala cinematografici, il Comune optò per una gestione mista con il coinvolgimento dell’ERT, che divenne punto di riferimento in materia di programmazione e consulenza in particolare per la prosa e la musica, mentre affidò a Cinemazero di Pordenone la gestione delle proiezioni cinematografiche.

Tale situazione, partita in via sperimentale, rispecchia nella sostanza l’attuale sistema di governo della struttura, dove l’ERT assume un sempre maggiore protagonismo con il pieno coinvolgimento programmatico nelle stagioni (in particolare per la prosa) e tecnico gestionale del teatro.

Gran parte delle notizie storiche sul Teatro Zancanaro sono tratte dalla ricca, dettagliata e puntuale ricerca storica di Nino Roman, Politeama Zancanaro, Ottant’anni di attività del teatro di Sacile, Marsilio, Venezia 1998.

 

Pio Francesco Pradolin

vice segretario del Comune di Sacile